TOKYO XTREME RACER - ANTEPRIMA

A CURA DI CLAUDIO "DOGGHY" FAVORITO IL 04.02.25

Prima di parlarvi dell’early access di Tokyo Xtreme Racer, è necessario fare un passo indietro e raccontarvi di una delle più intriganti sottoculture giapponesi: quella delle corse clandestine, nata negli anni ’80 sulla Wangan-Sen, anche detta Bayshore Route.
Questo lungo tratto di autostrada costiera, parte della Shuto Expressway di Tokyo, è stato il banco di prova di molti club esclusivi, tra cui il leggendario Mid Night Club: un gruppo ristretto di piloti in cui regnavano segretezza e disciplina, ma soprattutto un requisito fondamentale - possedere un'auto capace di toccare i 300 km/h. Follia.
Molti preparatori iniziarono a interessarsi a questo sottobosco, e alcuni di loro oggi sono nomi noti come RE Amemiya, Top Secret e ABFlug. Di conseguenza, anche il numero di auto che sfrecciavano sulla Wangan aumentò esponenzialmente, e non era raro vedere Toyota Supra, Mazda RX-7, Datsun Fairlady Z, Nissan Skyline e 300ZX. Si vocifera che diversi street racer spendessero milioni di yen in elaborazioni meccaniche, mentre altri riuscivano a collaborare direttamente con le case costruttrici, arrivando persino a testare motori sperimentali ad alte prestazioni.
A questo punto, viene naturale chiedersi quale fosse il ruolo della polizia durante gli anni d’oro delle corse clandestine giapponesi. La risposta è una: nessuno. Il Japanese Automotive Gentleman Agreement del ’77 limitava la velocità massima delle volanti della polizia a circa 180 km/h. Solo negli anni successivi furono introdotte le Interceptor che, pur potendo contare su modelli come la Honda NSX, la Mazda RX-7 e la Nissan Skyline R32, avevano ben poche possibilità contro i veri e propri proiettili che sfrecciavano sull'autostrada.

Tokyo Xtreme Racer - Anteprima

Fatto il necessario preambolo, posso finalmente introdurvi a questa storica serie videoludica di Genki, che a partire dagli anni ’90 ha fatto il suo debutto su SNES, per poi approdare su PlayStation, Dreamcast, Game Boy, Xbox 360 e, più recentemente, anche su PC Windows. Nel corso degli anni ha cambiato spesso nome, ma ha sempre mantenuto la stessa anima e filosofia, rimanendo fedele alla cultura dello street racing nipponico.
Quando nel 2002 mi avvicinai per la prima volta a Tokyo Xtreme Racer Zero su PS2, scoprii un titolo di corse destinato a un pubblico di nicchia - e lo è tutt’ora - per via delle sue meccaniche tanto particolari quanto semplici. Con il tempo, la serie è rimasta quasi immutata, e non nascondo di aver avuto un sussulto quando l’ho vista riaffiorare su Steam, ben 19 anni dopo l’ultima volta che avevo acceso il motore della mia Skyline su Import Tuner Challenge per Xbox 360.
Tokyo Xtreme Racer è un arcade che richiama l’epoca d’oro delle sale giochi, prima dell’avvento delle console: incredibilmente divertente e immediato, unisce il genere delle corse a quello dei picchiaduro, con un pizzico di elementi GDR introdotti in questa ultima versione.
Ebbene sì, una volta acquistata e preparata l’auto secondo i vostri gusti, potrete percorrere liberamente la Shuto Expressway nella direzione che preferite, alla ricerca di sfidanti. Affronterete piloti appartenenti a club specifici o i cosiddetti wanderer, avversari speciali che compaiono solo al verificarsi di determinate condizioni, come aver percorso un certo numero di chilometri, possedere un’auto specifica o essere stati avvistati più volte nello stesso parcheggio.
Tutto avviene in tempo reale: si incrocia un avversario, lo si abbaglia un paio di volte e parte la sfida, in cui vince chi riesce a mantenere la testa più a lungo, facendo scendere a zero la barra degli Spirit Points (SP) dell’altro.
Quando si torna al garage, è possibile spendere i crediti guadagnati in elaborazioni meccaniche ed estetiche, oltre ad assegnare punti ai nodi dell’albero delle abilità. Questi permettono, ad esempio, di sbloccare nuove modifiche, aumentare la percentuale delle vincite, rendere la propria barra degli SP più resistente, ampliare il numero di posti auto nel garage e far apparire nuove vetture nel concessionario. No, niente supercar, muscle car o europee ma solo auto giapponesi, come impone la tradizione Genki.
Ho testato Tokyo Xtreme Racer sia con il pad che con la pedaliera, utilizzando il volante Logitech G29 con cambio a sei marce. Con quest’ultimo, il gioco si è rivelato un vero spasso, soprattutto quando l’auto raggiunge alte velocità e diventa fondamentale prestare massima attenzione non solo al traffico, ma anche alla complessa conformazione dell’intricata rete autostradale di Tokyo. Il giusto settaggio del volante e un buon assetto dell’auto possono fare la differenza.

Tokyo Xtreme Racer - Anteprima

L’Unreal Engine 5.4, utilizzato da Genki, permette di apprezzare numerosi dettagli delle auto, riprodotte con grande cura, sotto un sistema di illuminazione dinamico che si adatta continuamente alle diverse sezioni della mappa. Piccolo suggerimento per coloro che, come il sottoscritto, hanno riscontrato un’anomala sensazione di velocità, come se le auto viaggiassero lente nonostante il tachimetro segnasse più di 180 km/h e non ci fossero cali di framerate: stranamente, questa si normalizza soltanto quando si passa da una qualità grafica epica a quella alta o media. È chiaro che qualcosa non funziona per il verso giusto ed è necessario l'intervento da parte degli sviluppatori.
Immancabili e iconiche le silhouette in stile manga dei numerosi personaggi con cui è possibile parlare e scambiarsi informazioni nei vari parcheggi della Shuto Expressway. Un po' sottotono, invece, la qualità del comparto sonoro, che spero venga migliorata con l’avvicinarsi della versione finale del gioco.
Tokyo Xtreme Racer è un gioco di corse diverso da ciò a cui il mercato occidentale ci ha abituati. Appartiene a un concept quasi dimenticato, che probabilmente le nuove generazioni nemmeno conoscono. Non ci si può avvicinare a questo titolo sperando di trovare una moltitudine di contenuti, come in Gran Turismo o Forza Horizon, perché Tokyo Xtreme Racer è un’esperienza che va vissuta nella sua grande semplicità e tradizione. Insomma, non è un gioco per tutti.
Amanti delle auto, non scoraggiatevi: Tokyo Xtreme Racer offre uno sguardo unico sul sottobosco nipponico delle corse clandestine, con un sistema di guida incredibilmente divertente e chilometri di asfalto notturno da cui ammirare una delle metropoli più affascinanti del mondo.


Per assicurare una ottimale navigazione ed altri servizi offerti, questo sito è predisposto per consentire l'utilizzo di Cookies. Continuando si accettano i Cookies secondo l'informativa consultabile a questo link.

Per assicurare una ottimale navigazione ed altri servizi offerti, questo sito è predisposto per consentire l'utilizzo di Cookies. Continuando si accettano i Cookies secondo l'informativa consultabile a questo link.