STAR CITIZEN: LA GALASSIA VISTA DA UN ESPLORATORE IN ERBA - SPECIALE

A CURA DI CLAUDIO "DOGGHY" FAVORITO IL 17.01.25

Tredici anni di sviluppo e oltre settecentocinquanta milioni di dollari di introiti sono i numeri che gravitano attorno alla grande opera prima di Cloud Imperium Games (CIG): un progetto tanto criticato per la sua ambiziosità quanto amato appassionatamente dagli esploratori dello spazio virtuale, Star Citizen.
Quando indosso la tuta spaziale e pulisco la visiera del casco con un rapido gesto, mentre aspetto che l’ascensore dell’hangar porti a livello la mia nave, non posso fare a meno di pensare a cosa mi aspetta una volta avviati i motori e spiccato il volo verso l’infinito.
So che questo pensiero potrebbe farmi sembrare più simile a Buzz Lightyear che a un classico appassionato di giochi spaziali, ma come si può rimanere impassibili di fronte alla possibilità di vivere una vita fantascientifica, dove tutto è possibile e si può essere ciò che si desidera?
I miei sentimenti nei confronti di Star Citizen sono stati incessantemente contrastanti. Non è sempre stato tutto rose e fiori, specialmente nei primi anni, quando il gioco si basava sul CryEngine o sul Lumberyard, successivamente trasformati in un motore completamente nuovo: il Vers3D (o Star Engine). L’ottimizzazione lasciava a desiderare, rendendo impossibili sessioni di gioco serene, tra crash dei server e incredibili cali di framerate. I contenuti erano pochi, ma nell’aria si percepiva una promessa di un futuro più grande, articolato e fluido. Forse è proprio questo che ha permesso a CIG di venderci le sue navi più costose per soldi reali.

Star Citizen - Speciale

Non è un segreto che io abbia definito ironicamente Star Citizen come il “gioco spaziale per bambini ricchi”, perché il loro marketing è sempre stato impeccabile. È grazie a questo che CIG ha raggiunto la cifra che vi ho menzionato all’inizio dell’articolo, nonostante le ombre che continuano ad avvolgere i suoi studi di sviluppo.
Non è questa la direzione in cui voglio spingere l’articolo, ma segnare un punto di arrivo: la versione 4.0 di Star Citizen, che rappresenta un deciso passo avanti verso il concetto di MMO che tutti conosciamo, grazie all’introduzione del 'server meshing'. Questo sistema, spiegato in modo semplice, permette a circa cinquecento giocatori di muoversi liberamente nello spazio e interagire tra loro, anche se si trovano su server e sistemi diversi, rendendo il gioco più vivo e sicuramente più popolato. Non siamo ancora giunti ad un universo completamente persistente, ma la direzione intrapresa è quella giusta.
Ci sono tantissime novità in questa nuova versione di Star Citizen, ma tra tutte è il nuovo sistema chiamato 'Pyro' a lasciarmi letteralmente a bocca aperta.
Sapete quanto io sia sentimentale riguardo a certi aspetti dei videogiochi, e questo attaccamento è pienamente giustificato da ciò che vedo e sento al loro interno. Il punto di salto tra il sistema Stanton e Pyro, per esempio, mi impaurisce e mi affascina al tempo stesso.
A bordo della mia modesta Avenger Titan, mi avvicino a questa parete gassosa: le nubi iniziano a muoversi vorticosamente, sempre più velocemente, fino a delineare un wormhole. Questo enorme tunnel mi risucchia tra fasci di luce e scintille, mentre accanto a me un altro giocatore nella sua astronave tenta disperatamente di evitare le minacciose pareti di questo squarcio galattico. Il viaggio termina con un’espulsione spettacolare dall’altro lato, gli occhi ancora sgranati e nelle orecchie la musica che ci ha accompagnato, degna della colonna sonora di Interstellar. Wow.
Ecco, se c’è un grande elogio che posso rivolgere a Star Citizen, è quello riferito alla straordinaria cura per i dettagli dimostrata dagli sviluppatori. Non mi dispiace definirlo il Gran Turismo dei giochi spaziali, dove l’attenzione maniacale per i particolari è un autentico marchio di fabbrica. Questa dedizione si percepisce non solo nelle splendide ambientazioni e nel mistero che le circonda durante l’esplorazione, ma anche nel design di ogni veicolo spaziale e terrestre, che un domani potrà essere completamente gestito manualmente dal giocatore, in ogni singolo modulo.

Star Citizen - Speciale

Star Citizen è come un regalo ancora da confezionare perfettamente: il contenuto al suo interno, però, è già ritagliato su misura per ogni tipo di giocatore, che si tratti di un pirata spaziale, un cacciatore di taglie, un esploratore di pianeti o persino un semplice fattorino.
Perdersi tra i suoni e le meraviglie della galassia è solo una parte dell’esperienza; ciò che lascia davvero il segno è quella sensazione di ignoto, quella che ti bussa dentro quando ti trovi davanti a una gigantesca stazione spaziale abbandonata, arrugginita e in parte distrutta dai meteoriti. Non sai cosa ti aspetta al suo interno: hai paura, ma anche un’incredibile voglia di atterrarci sopra.
Secondo quanto emerge dalla roadmap, CIG sembra intenzionata a smussare molti dei problemi tecnici che attualmente affliggono Star Citizen già nel corso di quest’anno. Nonostante ciò, l’esperienza della versione 4.0 mi ha già positivamente colpito sotto questo aspetto.
Il mio consiglio? Attendere il prossimo Free Flight (prova gratuita), seguendo il sito ufficiale e le pagine social di Star Citizen. Il 2025 potrebbe davvero essere un anno cruciale per gli esploratori di questo straordinario universo virtuale.

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