MISIDE- RECENSIONE

A CURA DI CLAUDIO "DOGGHY" FAVORITO IL 08.01.25

Vi siete mai chiesti come sarebbe vivere all’interno di un simulatore di incontri ed entrare in contatto con il vostro personaggio femminile animato, verso il quale provate attrazione sia sentimentale che sessuale?
MiSide, creato dal duo indipendente Aihasto, non è un titolo che riduce le “waifu” a una semplice vetrina su cui sbavare, ma si presenta come un horror psicologico capace di affrontare un tema profondamente legato alla nostra generazione. Ed è proprio per questo motivo che il titolo di cui sto scrivendo ha catturato l’attenzione di tantissimi giocatori in tutto il mondo, arrivando a collezionare oltre cinquantottomila recensioni, con un sorprendente novantotto percento di valutazioni positive. Davvero incredibile per un titolo indie, uh?

MiSide - Recensione

MiSide esplora con precisione la quotidianità del videogiocatore medio, spesso impegnato a riversare i propri sentimenti e le proprie emozioni in un mondo virtuale, ignorando ciò che lo circonda e rifugiandosi nella comfort zone della sua stanza. Una vita rappresentata come un loop, dove le azioni si ripetono in modo identico giorno dopo giorno: un pasto fugace consumato davanti al PC sempre acceso e, dall’altra parte dello schermo, Mita, pronta ad attenderci e a offrirci un sollievo modellato su misura per noi.
Ed è proprio lei a volerci tenere stretti a sé, tanto da offrirci la possibilità di entrare nel suo universo, ammirarla da vicino, toccarla ed esplorare la sua piccola casa, apparentemente perfetta. Questo concetto di finta completezza aleggia per tutta l’esperienza di gioco, emergendo nei dialoghi, negli ambienti e nelle diverse Mita che incontreremo. Queste varianti sono il risultato delle scelte e dei gusti dei giocatori che si sono susseguiti nelle varie versioni del gioco. Così, potremmo incontrare la Mita nerd, quella narcolettica, l’obsolescente o persino la folle che ci insegue ovunque, tutte con il dono (o lo svantaggio) della consapevolezza. Sebbene i personaggi che incontriamo ci chiedano costantemente di rimanere nel “Mitaverso”, ci fanno anche comprendere, in un modo o nell’altro, che la realtà in cui vivono non è poi così diversa da quella che ci siamo costruiti dall’altra parte dello schermo.
Per assurdo, vi è mai capitato di giocare così a lungo, chiusi nella vostra stanza, da perdere la cognizione del tempo? Ecco, dalle finestre della casa di Mita non si può capire se è giorno o notte, se piove o c’è bel tempo, perché tutto ciò che sta oltre quelle pareti non ha importanza. Preoccupazioni e paure sono sentimenti che non trovano spazio all’interno del gioco, poiché, come vi accennavo qualche riga sopra, verrebbe meno la sua funzione principale: farci stare bene ed essere apprezzati per quello che siamo.

MiSide - Recensione

Detto ciò, MiSide riesce in modo magistrale a farci abbassare la guardia per poi colpirci con momenti di pura follia horror, incastrandoci in un ambiente claustrofobico che si trasforma costantemente, rimettendoci all’improvviso con i piedi per terra e facendoci sperare di tornare al più presto alla vita reale.
Quello di Aihasto appare come un grido contro l’apatia sociale, un invito a spostare il nostro sguardo oltre la porta di casa e a vivere. MiSide, inoltre, è un piccolo tributo della durata di circa cinque ore a un particolare genere horror che riesce sempre a colpire: quello in cui si crede di essere al sicuro in un ambiente familiare, ma che può trasformarsi in un incubo profondo e davvero spaventoso.

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