Nel vasto e lussureggiante mondo dei life-sim, ce n’è uno che di recente ha catturato la mia attenzione per il suo particolare stile fantasy medievale. Sto parlando del nuovo progetto di Bad Ridge Games, Mirthwood.
Il compito principale del giocatore è aiutare il/la protagonista a fuggire dalla sua terra natia, devastata dalla guerra, per stabilirsi in un nuovo villaggio. Qui sarà possibile vivere come contadino, commerciante, avventuriero, o un mix di tutte queste possibilità.
La grafica 2D, disegnata interamente a mano dallo studio di sviluppo, richiama titoli come Pentiment e, personalmente, mi ha evocato sensazioni che ricordano la serie Fable. Per quanto Mirthwood sia esteticamente gradevole ai miei occhi, presenta alcune problematiche più o meno rilevanti a livello di gameplay. Per essere chiari, sebbene sia preferibile giocarlo con il pad e i controlli risultino piuttosto intuitivi, il sistema di allineamento agli oggetti, e soprattutto, ai nemici durante il combattimento mi ha dato non pochi grattacapi. Suppongo sia il prezzo da pagare per uno stile grafico così originale, ma è necessario avvertirvi di questa criticità.
Giocando diverse ore a Mirthwood, ho avuto la sensazione di trovarmi di fronte a una bella pietanza preparata con ingredienti che però non riescono a legare tra loro: l’aspetto sociale, quello agricolo e quello roleplay sembrano poco integrati.
L’eroe può conversare con gli NPC, scoprirne i tratti caratteriali e sfruttarli per instaurare relazioni di amicizia o romantiche. Tuttavia, questo sistema risulta fine a se stesso, poiché non ho riscontrato una reale utilità se non quella di sperimentare le reazioni a determinate scelte di dialogo. Manca un’integrazione più incisiva di questo elemento sociale con il resto del gioco: ad esempio, inimicarsi qualcuno per affrontarlo in combattimento, stringere amicizie per ottenere vantaggi come sconti dal locandiere, sposarsi, o persino reclutare mercenari per accompagnarci in avventura.
Il sistema economico legato al farming non invoglia a intraprendere la carriera da contadino.
Nonostante sia possibile coltivare una discreta varietà di frutta e ortaggi, in pieno stile Stardew Valley, ho notato l’assenza di incentivi significativi. Le risorse coltivate servono solo a essere vendute al mercato della città o utilizzate per preparare pietanze consumabili durante l’esplorazione. Pur avendo accesso a banchi da lavoro per cucinare, creare pozioni, migliorare attrezzi o forgiare armi e armature, il gioco manca di incarichi da parte degli NPC che aggiungano dinamismo a questo aspetto. Sarebbe stato interessante includere un sistema di gestione del commercio con città e villaggi limitrofi, ampliando così l’interattività e la profondità del gameplay.
Il sistema di combattimento, pur con il problema accennato sopra, si rivela piuttosto divertente e dinamico. L’eroe può eseguire attacchi leggeri e pesanti, parate e un paio di schivate (tra cui una rotolata). Con il giusto tempismo, è persino possibile contrattaccare stordendo i nemici.
Il mondo di Mirthwood è ricco di storie ben scritte, disseminate come pezzi di un puzzle fiabesco che il giocatore è chiamato a scoprire senza un ordine preciso. Le aree di gioco sono piene di missioni e segreti, incentivando l’esplorazione e la progressione del personaggio attraverso il miglioramento delle sue statistiche.
Tuttavia, nella sua forma attuale, Mirthwood manca di profondità. Mi sorprende che sia stato pubblicato senza una fase di early access, che sarebbe stata essenziale per raccogliere feedback, bilanciare e rifinire molti aspetti tra cui anche quello tecnico stuttering). Legare tra loro i tre pilastri del gameplay dovrebbe essere una priorità per gli sviluppatori, poiché credo che un ulteriore sforzo potrebbe trasformare questo titolo in qualcosa di eccezionale, soprattutto in vista dei contenuti futuri già annunciati.